Un enciclica reazionaria?

L'enciclica di Papa Benedetto XVI sulla speranza.
Giovanni Reale, tra i massimi studiosi al mondo di filosofia antica, risponde: "Semmai c'è del reazionario in queste critiche".
Vi trascrivo alcuni passi dell'intervista al prof. Reale nel "Corriere della Sera" del 1 dicembre 2007.
- Il Papa scrive che illuminismo e marxismo hanno fallito e tutto questo a partire dalla rivoluzione scientifica che apre l' età moderna. Come lo legge?
- Risposta del prof. Reale: Come una denuncia del fatto che all' assoluto trascendente si siano sostituiti gli assoluti terrestri. La pretesa di costruire il paradiso in Terra. Una fiducia illimitata nella tecnica: Bacone. Una fiducia illimitata nella ragione: l' Illuminismo. Fino all' utopia che riduce l' uomo a un manichino, una società ordinata e precisa che si fonda sulla negazione della libertà...
- Si potrebbe obiettare: quali fallimenti? La libertà dei moderni pare trionfare, è Benedetto XVI che oggi pare minoritario. O no?
- Risposta del prof. Reale: Le risponderò con Zygmunt Bauman, un sociologo non credente, ma un grande saggio: la libertà come oggi è intesa ci è arrivata col cartellino del prezzo e ha reso l' uomo infelice. Difatti oggi vedo tanti ragazzi che sono liberi e infelici: perché trovano il caos in casa e fuori e non hanno più speranza. La speranza terrena si è autoesaurita. E se neghiamo il trascendente non lasciamo più spazio alla speranza autentica.
- Continua prof. Reale: Altro che reazione, bisogna osare! Sa cosa diceva Platone nel Fedone, dopo aver dimostrato l' immortalità dell' anima e narrato un mito sulla sua sorte? "Questo mi pare che si convenga e metta conto di arrischiarsi a crederlo, perché il rischio è bello!".
P. Francesco Piras s.j.
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