Un libro molto interessante

"Nell'autunno del 2007, Carlo Maria Martini ha incontrato a Gerusalemme Georg Sporschill, gesuita austriaco che vive insieme ai bambini di strada in Romania e in Moldavia. Il loro dialogo ha dato vita a questo libro straordinario, in cui due uomini di fede cercano di rispondere concretamente alla crisi etica della società contemporanea. Ispirati da molti incontri con i giovani, Martini e Sporschill si pongono domande chiare e dirette, espressione di un bisogno di capire, di una sofferta ricerca di senso, di un desiderio di conoscere e incontrare Dio nella propria vita.
I temi toccati sono vivi e brucianti: perchè credere in Dio? Da dove viene il male? Cosa vuole Dio da noi? Come guarda la Chiesa i giovani di oggi? E, ancora, domande sulle problematiche legate alla sessualità, sull'amicizia, sul rapporto tra la Chiesa e il mondo moderno.
"C'è stato un tempo" dice Martini "in cui ho sognato una Chiesa nella povertà e nell'umiltà, che non dipende dai poteri di questo mondo ...... Una Chiesa che infonde coraggio, sopratutto a coloro che si sentono piccoli o peccatori. Una Chiesa giovane. Oggi non ho più di questi sogni. Dopo i settantacinque anni ho deciso di pregare per la Chiesa."
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"La notte è un momento di oscurità, di immaginazione, i sensi si affinano. Se, come qualcuno ha detto, la metà della notte è il principio del giorno, queste conversazioni a Gerusalemme, nel luogo in cui ha avuto inizio la storia dei cristiani, sono anche conversazioni sui cammini di fede in tempi di incertezza."
Tratto da: Carlo Maria Martini - Georg Sporschill -
Conversazioni notturne a Gerusalemme sul rischio della fede - Ed. Mondadori
piero
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Commenti:
Qualche sera fa, in un TG, mi ha colpito un'intervista a Eugenio Scalfari, grande laico e di tradizione decisamente anticlericale, che consigliava la lettura di questo libro come priorità. Già di per sé questo è il frutto di una grande esperienza di dialogo e di apertura che Martini ha sempre avuto nei confronti della cultura laica. Quando ci si pone in ricerca della verità, che non è nostro possesso, ma ci trascende, si riesce ad incontrarsi con gli altri.
Bellissimo è il richiamo alla preghiera per la Chiesa. Personalmente sento il rapporto con la Chiesa come il rapporto con una madre. Crescendo negli anni si comprende di quanto prezioso sia stato il latte spirituale che abbiamo preso da bimbi, ma anche di quanti difetti abbiamo ereditato, di piccoli e grandi conflitti generazionali che abbiamo vissuto, ma in definitiva non possiamo fare a meno di amarla e questo amore ci fa crescere ancora.
Alberto L.