20 aprile: Camminata di meditazione
VITA:
L'inesprimibile viaggio
l'abisso
neanche il tempo di stringerla.
Giusto il tempo
della rampante pazienza
perchè amore non sfugga
non ceda
dal cuore e dai polsi
nella sola battaglia del mondo:
la pace.
La camminata di meditazione a Barrali è stata un pò questo per me, un momento dove rileggere il viaggio della vita e tornare all'essenziale. Un piccolo viaggio nel viaggio accompagnato da amici mai incontrati prima, ma che ho sentito molto presenti vicino a me lungo il sentiero. Un silenzio di quasi quattro ore, per nulla forzato, dove lentamente le parole si fanno inutili perchè quello che conta è ciò che ciascuno si porta dentro. Tappe, obiettivi, soste dove ridare orientamento al percorso... Un'esperienza che è metafora della vita ma non solo.. Il pranzo, poi, i momenti di svago pomeridiano, la condivisione e la celebrazione dell'eucarestia hanno reso l'esperienza ancora più ricca di calore umano, di allegria e di positività. Grazie a tutti voi che avete partecipato e condiviso la vostra esperienza, a coloro che hanno lavorato con generosità per organizzare questa giornata, e al carissimo e inossidabile Padre Piras.
Francesco
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Commenti:
l medico greco Ippocrate riteneva che camminare fosse “la migliore medicina”. C’è chi dice: “Ho due dottori, la mia gamba sinistra e quella destra”.
La natura, il silenzio, la camminata. Ecco tre elementi che hanno caratterizzato la giornata di Barrali.
Iniziamo a camminare, pian piano i sensi si abituano ai suoni, ai colori e agli odori che la natura ci offre, così inizi ad assaporare lo stato di rilassamento che l’ambiente trasmette.
Non ci si accorge neanche del silenzio osservato dagli uomini, perché il Silenzio parla dentro di noi, diventa una necessità, un richiamo, il corpo si abitua quasi subito ai passi cadenzati dal capofila, cosi il camminare diventa meditare, in tranquillità, senza fretta.
Ecco non voglio aggiungere altro se non auguravi di partecipare ad una camminata di meditazione.
Prima si impara a camminare, poi camminando si impara. Corrado
Essendo stata per me la prima camminata ho avuto qualche difficoltà iniziale nell' adeguarmi al passo degli altri. Infatti quando ci è stato proposto di fare un tratto del cammino da soli sono partita per prima. Probabilmente perchè non vedevo l'ora di arrivare in cima e sedermi a contemplare l'orizzonte da sola. Ma poi, con mia sorpresa, è stato rassicurante vedere qualcuno che mi indicava il sentiero, trovare qualcuno ad aspettarmi e sapere che qualcuno da dietro in qualche modo ci proteggeva. Quando sono arrivata in cima alla salita e ho visto Carlo seduto ad accoglierci con un sorriso mi è tornata in mente la frase della meditazione che Juan ci ha letto prima di partire: "Ogniqualvolta raggiungi un obiettivo ricorda che c'è sempre qualcuno che sta aspettando che tu lo raggiuga". Questo è molto bello e per questo vi ringrazio tutti, per come amorevolmente ci state tendendo la mano. Tutto ciò mi ha fatto pensare all'importanza di stare da soli nel silenzio per riscoprirsi e quindi riscoprire anche gli altri nella loro vera essenza. Forse il cammino è più importante della meta o addiritura la meta è il cammino. Il cammino con gli altri, attraverso gli altri e per gli altri... Namastè Simona