Cineclub Namaste
via Ospedale, 4 - Cagliari
RASSEGNA DI PRIMAVERA
Maggio - Giugno 2010
nella quale le opere si muovono
e lo spettatore rimane immobile.»
Ennio Flaiano
Il concerto
Titolo originale: Il concerto
Regia: Radu Mihaileanu
Interpreti: Aleksei Guskov, Melanie Laurent, Dmitri Nazarov, Valeri Barinov
Origine: Francia, Italia, Romania, Belgio 2009
Genere: Commedia
Durata: 2h e 00'
Trama. Primi anni Ottanta. Andrei Filipov, giovane e brillante direttore d’orchestra, si ritrova con la carriera stroncata per motivi politici. Trent’anni dopo, ha la possibilità di fare i conti con il passato.
Commento.
Per realizzare "Il concerto" di Radu Mihaileanu s'è dovuto mettere insieme quattordici diverse fonti di finanziamento francesi, belghe, italiane; eppure si tratta di un film narrativamente molto riuscito e ben fatto, divertente e commovente, recitato magnificamente da bravissimi attori russi. Uno dei film più moderni e attuali che ci siano in giro: perché non è di genere ma mescola comicità e pathos, politica e avventura; perché l'umorismo vi è usato come espressione di energia vitale; perché la linea del racconto (come in altri film dell'Europa orientale) è interrotta da esplosioni di musica gitana, di macchiette indecenti, di vergognoso sentimentalismo. È incredibile che ci si mostri adoranti di fronte ai modelli ipersiciliani anni Trenta di Dolce & Gabbana, mentre realizzare invece un film come "Il concerto", diretto da un regista romeno-parigino di 48 anni già garantito dal successo di "Train de vie" sia faticoso quanto elevare una piramide.
Storia: trent'anni fa al più ammirato direttore d'orchestra del Bolshi venne chiesto di licenziare i suoi musicisti ebrei: Leonid Breznev diffidava dell'intelligenza critica degli ebrei. Lui rifiutò, cercò di difendere i suoi musicisti: questi vennero cacciati, e lui ridotto alle funzioni di uomo delle pulizie del teatro. Su un fax trova l'invito d'un teatro parigino a tenere un concerto, e ne fa lo strumento d'una vendetta raffinata: rimette insieme il vecchio gruppo, lo sostituisce all'orchestra del Bolshoi. A Parigi, inconvenienti, pasticci, ebrei che fanno affarucci anziché andare alle prove, sketches comici, passito romantico, scontro di culture e tutto.
Ma alla fine, quando i musicisti attaccano il concerto per violino e orchestra di Ciaikovskij, una bellissima armonia lega pubblico e orchestra, l'onda struggente del violino rapisce tutti i cuori. Fellini ci aveva pensato prima in Prova d'orchestra, ma "Il concerto" è un gran bel film.
(Lietta Tornabuoni - L’Espresso)
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