Il Buon Pastore

Il miniritiro di sabato ci ha portato, attraverso la meditazione del bellissimo brano del vangelo di Giovanni, a riflettere sul senso del nostro essere cristiani, sul ruolo del pastore e su cosa significhi essere pecore.
È un passo che parla di vivere la nostra cristianità come apertura, come ricerca che non si fa soffocare dall’angustia delle sue certezze: Cristo è una porta che si fa attraversare. Non dobbiamo restare nella chiusura, sicura ma limitata, del nostro recinto, ma uscire e trovare pascoli, incontrando gli altri, i diversi da noi, che abitano altri recinti.
E infatti Gesù stesso dice “ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore”. È un’immagine bellissima, un inno all’uguaglianza nella diversità: si può amare Dio in modi differenti mentre noi spesso diffidiamo di chi non riconosciamo come uguale a noi, come se solo noi possedessimo la verità.
Padre Piras ha riassunto questo pensiero con le parole di Sant’Agostino: “Ama e fa’ ciò che vuoi”.
Un’altra riflessione ha riguardato il nostro essere pecore: questi animali a volte vengono disprezzati per la loro obbedienza e mansuetudine, viste come un segnale di mancanza di intelligenza (Dante, nel V canto del Paradiso, parla di “pecore matte”). Ma non è piuttosto una dimostrazione di saggezza la loro fedeltà al Pastore?
Un’altra riflessione ha riguardato il nostro essere pecore: questi animali a volte vengono disprezzati per la loro obbedienza e mansuetudine, viste come un segnale di mancanza di intelligenza (Dante, nel V canto del Paradiso, parla di “pecore matte”). Ma non è piuttosto una dimostrazione di saggezza la loro fedeltà al Pastore?
Questo il brano del Vangelo meditato: (Gv. 10, 1-18)
In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei.
In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei.
Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio.
Ecco il questionario per la meditazione personale:
1) perché Gesù è il vero pastore?
2) Come si rapporta con gli uomini?
3) Quali sono le sue preferenze?
4) Cosa vuol dire che Gesù è la porta?
5) C’è salvezza per l’uomo senza di lui?
6) Come dovrebbe essere la mia vita per poter sentire e conoscere la sua voce?
7) Quali sono le caratteristiche di chi vuole seguirlo?
8) Mi si richiede l’obbedienza delle pecore o l’imitazione di Gesù nella sua obbedienza a Dio suo padre?
9) Perché tanti uomini non comprendono il mistero di Gesù?
Cristina L.
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