Teilhard de Chardin s.j.
Voglio ricordare una frase del P. Teilhard de Chardin s.j. (in una elle sue migliori opere: "Sauvons l'humanitè"):
"Giunto ad un grado superiore di autocontrollo lo spirito della terra (l'uomo) scopre in se un bisogno sempre più vitale di adorare. Dalla evoluzione universale Dio emerge più grande e più necessario che mai. Niente di più errato che considerare la religione come uno stato primitivo e transitorio dell'umanità nel corso della sua infanzia. Più l'uomo sarà uomo, più gli sarà necessario sapere e potere adorare. Il fatto religioso è una grandezza cosmica irreversibile".
Questo atto di fede di uno scienziato nel fatto che il progresso stesso dell'evoluzione scientifica debba determinare un maggior desiderio di adorazione è una delle più splendide professioni di ottimismo che esistano. Mi sembra di poter affermare, per riprendere l'immagine di Teilhard, che se una certa forma di civiltà sacrale è legata all'infanzia dell'umanità, l'ateismo non rappresenta lo stadio dell'umanità adulta; ne rappresenta l'adolescenza. E' esattamente il momento in cui l'umanità bambina si ribella contro l'universo, all'interno del quale si è costituita. Ma noi sappiamo che la rivolta è essenzialmente l'atteggiamento dell'adolescenza. Allo stadio adulto, invece, si ritrova un equilibrio superiore, che permette di reinserire i valori religiosi fondamentali in un nuovo equilibrio.
Preghiamo Dio che affidi le sorti dell'umanità ad uomini adulti, responsabili ed equilibrati.
Francesco Piras s.j.
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