15 novembre: La ricerca di Dio

Un gruppo di sufi disse al loro amato maestro: "Vogliamo onorare con una lapide il maestro che ti ha formato così egregiamente: chi fu?"
Rispose: "il mio maestro fu un cane". E tra la meraviglia generale proseguì:
"Un giorno vidi un cane assetato avvicinarsi ad una pozza d'acqua. Ma, vedendo nell'acqua limpida la propria immagine riflessa, scappò via spaventato, temendo che fosse un altro cane. Più cresceva la sete, più tentava di avvicinarsi all'acqua, ma sempre l'immagine riflessa lo spaventava. Alla fine si decise: tuffò la testa nell'acqua, l'immagine sparì e bevve.
Allora capii che fino a quando avessi avuto davanti a me stesso il mio "io", mai sarei giunto ad arrivare a Dio".
(Mandel - Saggezza islamica)
Una volta l'aquila disse al corvo: "Dimmi, corvo, perchè tu vivi in questo mondo trecento anni e noi ne viviamo in tutto trentatrè? "
"Perchè tu bevi il sangue vivo, e io mi nutro di carogna." L'aquila pensò: "Proviamo anche noi a nutrirci allo stesso modo." L'aquila e il corvo si lanciarono nell'azzurro del cielo. Videro un cavallo morto e si calarono.
Il corvo si mise a beccare di gusto. L'aquila beccò una volta, beccò un'altra volta, ma poi disse al corvo: "No, fratello corvo, piuttosto che nutrirmi trecento anni di carogna, è meglio bere una sola volta il sangue vivo, e poi sia quel che Dio vuole. "
(Puskin - La figlia del capitano)
Farid al-Din 'Attar (XIII sec.), poeta mistico persiano, nel suo "canto agli uccelli", immagina il volo dell'upupa verso il sole e il mistero di Dio. Una voce l'accompagnava: "E' meglio bruciare nella ricerca di Dio, che vivere nell'immondizia e nell'adorazione del proprio "io"!
Non bisogna stancarsi nella ricerca e pretendere subito una risposta.
La stessa ricerca del bene ("il sangue vivo") ci libera, è ricompensa ed è la strada sicura.
http://www.scuoladimeditazione.eu/contatti.php
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