Dall’Amore chiamati all’esistenza
Il settimo giorno, terminata la creazione, Dio dichiarò che era la sua festa. Tutte le creature, nuove di zecca, si diedero da fare per regalare a Dio la cosa più bella che potessero trovare.
Gli scoiattoli portarono noci e nocciole; i conigli carote e radici dolci; le pecore lana soffice e calda; le mucche latte schiumoso e ricco di panna.
Miriadi di angeli si disposero in cerchio, cantando una serenata celestiale.
L'uomo aspettava il suo turno ed era preoccupato: 'che cosa posso donare io? I fiori hanno il profumo, le api il miele, perfino gli elefanti si sono offerti di fare la doccia a Dio con le loro proboscidi per rinfrescarlo'.
L'uomo si era messo in fondo alla fila timoroso, mentre tutte le altre creature sfilavano davanti a Dio depositando i loro regali.
Quando rimasero davanti a lui solo alcune creature – la chiocciola e la tartaruga – l'uomo fu preso dal panico.
Arrivò il suo turno. Allora l'uomo fece ciò che nessun animale aveva osato fare. Corse verso Dio, saltò sulle sue ginocchia, lo abbracciò e gli disse: 'ti voglio bene!'
Il volto di Dio si illuminò; tutta la creazione capì che l'uomo aveva fatto a Dio il dono più bello ed esplose in un alleluja cosmico.
Anche tu unisciti a me nel ringraziare Dio per il dono della vita, chiedendogli di vivere secondo la sua volontà.
Francesco Piras s.j.
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