Per una felicissima Pasqua

Ho ricevuto da un amico una poesia di un poeta estone (Visnapuu 1890 - 1951): "Notte di Pasqua". Riprende il motivo di Pasqua - primavera, come invito ad una rinascita con Gesù ad una vita autentica.
"Come se i piedi di Maria sulle zolle del cielo passassero,
la notte ha messo fiori lucenti, incomparabili [le stelle].
Lo spazio è un giardino fiorito, salvato dal gelo.
Sono le costellazioni della primavera.
Io vengo da paesaggi d'inverno, ignoti al giorno [il poeta forse allude a qualche periodo turbinoso della sua vita],
le mie orme si persero nel pallore di nevi.
Qui Gesù siede all'orlo della strada con un ramoscello fiorito,
e una luce di gloria intorno al capo [parla di Gesù risorto].
Primavera, la tua benigna mano libera la colomba prigioniera:
[Gesù che porta la liberazione] la mia speranza!"
A questa poesia aggiungo alcune espressioni di un martire cristiano (+ 235 d.C.), Ippolito di Roma, che fu esiliato in Sardegna insieme al papa Ponziano, condannati entrambi "ad metalla", ai lavori forzati nelle nostre miniere del Sulcis. Un viaggio .. turistico, che gli imperatori romani riservavano ai cristiani che non volevano abiurare la loro fede.
"O Pasqua divina, luce del nuovo splendore! Non si spegneranno più le lampade delle nostre anime. Divino e spirituale, brilli in tutti il fuoco della grazia. Leva o Cristo il tuo stendardo sopra di noi e concedici di cantare il cantico della vittoria".
Augurando a te e a tutti gli uomini una felicissima autentica Pasqua di liberazione e di vittoria.
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