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Pasqua 2007.

Molti cristiani non credono che Gesù sia veramente risorto.
La Chiesa non si stanca di proclamare la Sua risurrezione.

"Il Cristo è risorto. E' il messaggio della fede che, come tromba d'angelo, ancora oggi squilla nel cielo e sulla terra".
(Paolo VI)

La resurrezione di Cristo è avvenuta come era stato detto nella profezia di Ezechiele (37, 12):
"ecco, io apro i vostri sepolcri e vi risuscito dalla vostra tomba ... farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete".
San Paolo dice che, "se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede e noi siamo da compiangere (1 Cor. 15-17)
Se la fede nella risurrezione di Cristo è così importante, ci domandiamo: come fa ad ottenerla chi ce l'ha debole, chi l'ha persa, o non l'ha mai avuta?
San Paolo dice che la fede sboccia dall'ascolto. Mentre si ascolta con cuore aperto e senza pregiudizi l'annuncio della morte e della risurrezione di Cristo, avviene che, dentro quelle parole, agisce la potenza dello Spirito Santo che fa credere.
Non si tratta di un credere cieco, perchè gli apostoli dicono:
"Dio lo ha risuscitato dai morti, e noi ne siamo i testimoni".
C'è una testimonianza precisa, di persone precise.
Nessun fatto dell'antichità, nè le guerre puniche, nè la morte di Cesare, nè qualsiasi altro avvenimento storico, è attestato da testimonianza diretta, di prima persona, come la resurrezione di Gesù. Gli apostoli non potevano ingannarsi, perchè dopo la morte di Gesù non si aspettavano più niente: tutto era finito.
La testimonianza degli apostoli continua oggi nella Chiesa.
E perchè tante persone che hanno ascoltato non credono? Perchè per credere non basta sentire una parola con le orecchie, bisogna rispondere con la coscienza retta e aperta e perchè, credendo, bisogna cambiare qualcosa nella vita.

"Siamo la voce che si diffonde in cerchi sempre più larghi nel mondo. Siamo i trasmettitori, da una generazione all'altra, da un popolo all'altro, del messaggio di vita della risurrezione di Cristo."
(Paolo VI).

Questo è il fondamento della gioia pasquale, della serenità della nostra vita.
Pace e gioia a te, fratello, sorella carissimi.


Francesco Piras s.j.



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