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Serve una scintilla...

Da un messaggio di mons. Mani, Arcivescovo di Cagliari.

Per fare risuscitare il mondo serve una scintilla. "Datemi un punto e vi solleverò il mondo" diceva Archimede. Dov'è il punto famoso, quale è questa "scintilla"? E' la famiglia ......
Tutto parte dalla famiglia, sia il bene che il male. La famiglia è il diritto fondamentale dell'uomo e la cellula della società. Se impazzisce la famiglia è il tumore che purtroppo dilaga in metastasi, portando tutto il corpo alla morte ....
Essere privi di una famiglia non è povertà, è miseria. Per questo nell'impegno dell'uomo l'attenzione alla famiglia deve essere al primo posto.
In questo periodo tutto sembra congiurare contro la famiglia. Dalle assurde leggi spagnole alle proposte che vengono fatte in Italia si misura alla radice la società, inventando nuove forme di vita comune alternative alla famiglia. La società deve pensare, riflettere, fermarsi a considerare come tutto ciò che indebolisce la famiglia mortifica l'uomo. A chi vuole scegliere una forma riduttiva d'impegno comune lo Stato non può concedere i diritti della famiglia senza imporre anche dei doveri.

Alcune scelte proposte in altri paesi, come l'adozione di un figlio da parte di due persone dello stesso sesso, non potranno mai essere accettate da persone che domani non vogliono sentirsi rinfacciare la mancanza di responsabilità da parte delle vittime.
Quando la società accetta simili scelte offre il test del proprio decadimento e della propria fine. E' importante una cosa: il futuro del mondo non vedrà la fine della famiglia naturale ma il suo recupero ....
Mi ha confermato un'inchiesta fatta sulle ragioni della gioia. In Italia l'87% ha risposto che la gioie più grandi sono quelle derivanti dalle famiglie. E' civiltà! Nei paesi del Nord alla stessa domanda ha dato risposta il 17%.

(da Il Portico - settimanale diocesano di Cagliari - 6 maggio 2007)

Riflettere, meditare, per avere idee chiare e distinte, per essere uomini e cristiani liberi e maturi. Riflettere che non tutto è dettato dall'amore per l'uomo, meditare sulle conseguenze tragiche che si stanno abbattendo sui poveri e gli indifesi (quelli che sono il frutto di famiglie deboli o inesistenti), sui giovani, le future colonne della società civile. E anche una preghiera.

Voglio aggiungere ancora un pensiero alle splendide parole del mons. Mani. La Chiesa, in tutta la sua storia, ha sempre difeso la persona più debole, attirandosi sempre le ire dei potenti. Osservate attentamente l'aborto, la separazione nel matrimonio religioso e nelle varie forme di unione o pseudounione. In tutti questi casi c'è sempre una persona debole o indifesa che ne paga le conseguenze.


Francesco Piras s.j.



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