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Meditazione sulla volontà

L'aspetto centrale del lavoro sulla volontà, consiste nel decidere ciò che vogliamo fare e come farlo: anziché agire secondo impulsi, desideri e tendenze, cerchiamo di agire dal nostro centro.
Ci domandiamo qual'è il nostro scopo principale di ora e poi decidiamo di raggiungerlo; deliberiamo su come agire nella maniera più efficace possibile e individuiamo tutto ciò che può facilitare questo compito; infine, ci lanciamo risolutamente nell'azione, affrontando con fermezza e intelligenza gli ostacoli che ci si parano davanti.
Nel contempo, ci manteniamo abbastanza flessibili, così da cambiare i nostri piani se ce n'è bisogno, non preoccupandoci troppo di tutta quanta la faccenda e senza trascurare il piacere per ciò che stiamo facendo.
Questo esercizio può aiutare nell'allenare la volontà, per raggiungere un obiettivo:

1. Eseguo per 5 minuti un esercizio di rilassamento (training autogeno o altro).

2. Penso a quali sono gli scopi principali della mia vita di ora. Penso ad una lista dei vari obiettivi che mi vengono in mente, astratti e concreti, difficili e facili, lontani e vicini. Qualsiasi scelta di questi obiettivi può andare bene, dall'autorealizzazione allo sviluppare una migliore relazione con una data persona o all'apprendimento di una nuova lingua. L'importante è che:

  • l'obiettivo sia importante per me;
  • l'obiettivo sia un vero scopo e non solo una possibilità pensata a caso, una speranza impossibile o un'autoimposizione.


3. Ora scelgo ciò che in questo momento mi sembra l'obiettivo più importante della mia lista.

4. Lascio che emerga spontaneamente un'immagine che simboleggia questo scopo per me. Può essere l'immagine di qualsiasi cosa: un oggetto naturale, un animale, una persona.

5. Immagino ora che davanti a me ci sia una lunga strada diritta e sgombra, che arriva direttamente in cima ad una collina. Sulla cima posso scorgere, da lontano, l'immagine che ho scelto per simboleggiare il mio obiettivo.

6. Da entrambi i lati della strada, posso vedere e sentire la presenza di persone, cose, o altro, che tentano di distogliermi dal mio cammino e di impedirmi di raggiungere la cima. Questi possono fare qualsiasi cosa, eccetto una: non possono ostruire il mio cammino, che rimane sempre sgombro davanti a me. Queste persone, cose, o altro, rappresentano un po' di tutto: situazioni varie, persone, obiettivi secondari, stati d'animo e dispongono di un gran numero di strategie volte a distogliermi da ciò che mi sono proposto: cercheranno di scoraggiarmi, di spaventarmi, mi daranno magari degli alibi per non proseguire, cercheranno di farmi sentire in colpa.

7. Io procedo sul cammino. Prendo un po' di tempo per studiare la strategia di ognuna di queste persone, cose, o altro, e per sentire l'influsso che ha su di me; a volte mi soffermo anche in un dialogo immaginario con esse, ma poi proseguo, e facendo questo, sento la mia volontà all'opera.

8. Raggiunta la cima, mi concentro sull'immagine che simboleggia il mio obiettivo, e cerco di capire che cosa questa immagine significa per me, che cosa ha da comunicarmi ora.

9. Quando lo ritengo opportuno, lentamente, riapro gli occhi.

Tratto da "Crescere. Teoria e pratica della Psicosintesi" di Piero Ferrucci, ed. Astrolabio.







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