Lo Scopo o la Vision della Scuola di Meditazione è nutrire la Vita, per raggiungere una
condizione, che è qualcosa di più di una condizione di gioia e di felicità, è quella che,
più propriamente chiameremo. la Beatitudine e questo è il frutto di un cammino che avviene
attraverso l’incontro di Sapienze d’Oriente e Sapienze d’Occidente.

Oggi cogliamo qualcosa delle tradizioni dell’Estremo Oriente .

Ci accompagna un testo cinese classico di Sapienza Taoista , importante, conosciuto,
Il Dàodéjīng, 道德經, «Libro della Via e della Virtù» scritto da Lao Zi, che,
nel capitolo 67, parla di Tre Tesori – propriamente per nutrire la vita, bisogna comprendere,
conoscere i segreti, gli Insegnamenti del cielo.

I tre tesori – Sān Bǎo (三寶) sono nel capitolo 67 del Dàodéjīng così elencati:
– la Benevolenza Cí (慈),
la Frugalità Jiǎn (儉),
– Il Rifiuto di primeggiare Bù gǎn wèi tiān xiàxiān (不敢為天下先)

Vediamo una possibile traduzione di questo capitolo del Dàodéjīng:

“Tutti dicono che la mia Via è grande,
ma incomprensibile.

È la sua grandezza
che lo rende incomprensibile!

Se potesse essere compreso,
quanto sarebbe piccolo!

Ho tre tesori da conservare e proteggere:

il primo è la Benevolenza Materna,
il secondo è la Moderazione,
il terzo è Non volere essere il Primo del Mondo.

Con la benevolenza materna si può essere coraggiosi.

Con la moderazione si può essere generosi.

Con l’umiltà si possono ricoprire incarichi.

Essere coraggiosi senza benevolenza,

essere generosi senza praticare la moderazione,

essere primi senza umiltà,

significa andare incontro alla morte.

Combatti con benevolenza e vincerai la battaglia.

Difenditi con compassione e sarai invulnerabile.

Il segreto del cielo è benevolenza “

La benevolenza la conosciamo, oggi ci soffermiamo con l’aiuto di questo esercizio. sul secondo: la Frugalità,

Esercizio

“Ritrova la tua postura, più comoda possibile, se vuoi appoggia le mani in grembo,

ed ora ascolta la vibrazione del tuo cuore, dovresti riuscire a sentire la pulsazione

di questo suono, che conosci da sempre, ascoltalo adesso, e ora prendi il ritmo autentico

del tuo cuore e usalo per regolare e misurare il tuo respiro, la giusta misura la dà il tuo cuore.

In quanti battiti l’aria entra e in quanti battiti l’aria esce. Rimani per un po seguendo
il ritmo del tuo cuore.

Ora Immagina il palmo della tua mano aperto della misura necessaria, giusta, ne più ne meno di ciò
che è necessario secondo la tua natura.

Riposa le palpebre e prova ad andare con il ricordo o con la fantasia, a quelle volte,
che ti sei abbeverato ad un corso d’acqua, o a quello, bello, fresco di un torrente,

di una fontana o a quello ordinario del rubinetto di casa , non con chi sa quale contenitore,
caraffa, bottiglia o damigiana, non stai facendo la scorta, ma ti stai abbeverando.

La misura, la capienza è quella della tua mano.

Immagina un contenitore, un recipiente, che accoglie, che sta nel palmo della mano,
accogli l’acqua e la porti alla bocca e ti disseti, immagina, senti quel sorso d’acqua,

che riempie la bocca e scende e poi, ancora, ancora, bevi quella quantità d’acqua
sorseggiando senza fretta, senza paura.

E mentre immagini, senti, bevi quest’acqua ricorda-riporta al cuore, rammenta-riporta alla mente, rimembra-riporta al corpo, questa parola: Frugalità, nei tanti suoi significati: Essenzialità, Parsimonia, Moderazione……
Buona pratica!

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